IL TEATRO DI ALTAMURA PER MERCADANTE

MESSAGGIO DEL DIRETTORE ARTISTICO

A partire dal 7 maggio scorso il Teatro Mercadante di Altamura ha avviato una nuova fase di riscoperta e rilancio del grande musicista al quale è intestato il Teatro. Saverio Mercadante (Altamura 1795 – Napoli 1870) fu uno dei più grandi compositori del suo tempo ma la sua musica e la sua personalità attendono di essere conosciute quanto meritano. Il Teatro ha voluto cominciare dalla fine. Grazie a uno sforzo collettivo straordinario, è stato possibile rintracciare l’ultima opera di Mercadante, Caterina da Brono, ignorata da tutti i repertori e le biografie, curandone l’edizione, lo studio e la riesecuzione. Partendo da una intuizione di Vito Ventricelli, il massimo esperto al mondo di Mercadante, è stata dapprima individuata la partitura manoscritta dell’opera tra i tesori della Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli – di cui Mercadante fu primo direttore per trent’anni, dal 1840 alla morte – ed è poi stato ritrovato il libretto di Salvadore Cammarano, uno dei maggiori librettisti del secolo XIX, consentendo uno studio capillare di quest’opera (basata su una triste vicenda autentica del seicento) e dei romanzi storici che ne furono modello. Ne è scaturito il primo volume scientifico su Mercadante prodotto in due tomi in elegante cofanetto dal Teatro grazie al sostegno della Cobar Costruzioni di Vito Barozzi, curato per l’editore Adda di Bari da Vito Ventricelli e da Dinko Fabris (si veda la scheda).

Il volume è stato presentato nel Teatro Mercadante sabato 7 maggio in una serata che ha visto un eccezionale concerto che prevedeva la prima esecuzione assoluta dell’opera (di cui Mercadante riuscì a comporre soltanto il I atto, dettandolo ormai cieco ai suoi allievi, poiché finì la sua esistenza durante la composizione). Presentazione e concerto si sono ripetuti la sera del lunedì 9 maggio nella Cattedrale di Bari con uguale successo di pubblico entusiasta e con un intervento critico di Nicola Sbisà. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno consentito questa straordinaria impresa, che peraltro continuerà nei prossimi giorni con presentazioni del libro al Conservatorio di Napoli (venerdi 13 maggio alle ore 17, seguita da concerto) e alla Fiera del Libro di Torino (domenica 15 maggio ore 20,30): Vito Barozzi, che ha creduto in questo progetto, e tutta l’amministrazione e staff del Teatro Mercadante, l’editore Giacomo Adda, Pasquale Castellano presidente e tutti gli Amici del Teatro Mercadante, Marco Renzi direttore artistico dell’Orchestra Metropolitana di Bari che ha generosamente coprodotto il concerto, Vincenzo Perrone direttore dell’esecuzione e del Coro LaterChorus, Alfredo Cornacchia direttore del Coro Mercadante di Altamura, Damiano D’Ambrosio che ha revisionato la partitura della Caterina da Brono e in particolare ha ricostruito la deliziosa “aria di Caterina” (anche pubblicata nel volume), e tutti i bravissimi cantanti: Loriana Castellano che ha splendidamente interpretato la protagonista Caterina (oltre ad una raffinatissima esecuzione della Salve Maria di Mercadante), Giuseppe Naviglio, Giuseppe Ranoia, Carlo Sgura e Silvia Perrone. In ultimo ma perché era anche il primo, Vito Ventricelli, instancabile studioso ed esegeta dell’opera di Saverio Mercadante, cui si deve tutto questo. Mi è stato fatto osservare con qualche disappunto che nella mia presentazione nella serata del 7 maggio ho definito Mercadante “eterno secondo” riferendomi ai suoi contemporanei oggi più celebri di lui (Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi). Ovviamente non parlavo del mio (o nostro) giudizio sul valore del compositore altamurano, ma dell’ingiustizia della storia, che ha riscoperto e fatto brillare tutti i suoi contemporanei ma non ancora Mercadante. Questo è appunto il compito di Altamura e del suo Teatro: in questa missione proseguiremo con sempre maggiore fiducia dopo questo felice esordio.

Dinko Fabris

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