L’ATI per il recupero del Teatro Mercadante ha affidato allo Studio di Architettura S.M.N., G.L. Sylos Labini e Associati l’incarico di elaborare il progetto di restauro ed adeguamento funzionale del Teatro Mercadante di Altamura.

Si sono uniti ad S.M.N. professionalità locali e altre specialistiche al fine di formare un gruppo in grado di garantire un approccio altamente qualitativo alla necessità del tema.

L’equipe progettuale è come di seguito composta:

PROGETTO ARCHITETTONICO

  • Luigi Sylos Labini
  • Leonardo Visceglie
  • Paolo Valerio
  • Antonella Calò
  • Claudia Mancini
  • Antonio Contegiacomo
  • Piero Santoro
  • Paolo Simone
  • Alfredo Striccoli

PROGETTO IMPIANTI
Biagio Laurieri (Studio Tecnico Laurieri e Mininni)

PROGETTO STRUTTURALE
Carlo Blasi (COMES Studio Associato)

CONSULENTE AREA SCENICA
Enrico Piedi

L’obiettivo del recupero con il tentativo di armonizzazione delle parti è un percorso obbligato, poiché l’edificio e la città di Altamura sono legate da un secolo di storia comune, ed il Teatro testimonia un’ importante fase di trasformazione della stessa.

Dal progetto al cantiere. Tecniche e materiali.

L’edificio è costruito con murature in elevazione prevalentemente in tufo, del tipo a sacco per i maggiori spessori. Il paramento esterno della muratura perimetrale ha un basamento in pietra calcarea.
Gli orizzontamenti, anche in conseguenza dei successivi rifacimenti, hanno diverse tipologie costruttive:
– i solai del vestibolo ed a copertura degli ordini dei palchi sono in ferro e voltine di mattoni di laterizio in foglio doppio.
– i solai della sopraelevazione sono in c.a. e laterizio
– le coperture della sala e dello spazio scenico sono volte di cls a spinta eliminata con tiranti in acciaio.
Sulle volte sono presenti puntoni in legno, semplicemente appoggiati a costituire la forma delle falde del tetto. Il tegumento è in tegole marsigliesi. I piastrini interni che sostengono gli ordini dei palchi hanno struttura lignea. L’orizzontamento a pavimento del 1° ordine di palchi è costituito da voltine in tufo, impostate su muretti a loro volta appoggiati direttamente sul terreno. L’orientamento è radiale, lo stesso delle voltine in laterizio degli ordini superiori.

Il progetto architettonico di restauro e rifunzionalizzazione.

A causa delle caratteristiche architettoniche dell’edificio, la proposta progettuale deve necessariamente articolarsi affrontando i temi del restauro, dell’attualizzazione funzionale, dell’adeguamento dei livelli di sicurezza e del miglioramento degli standards impiantistici, generando ipotesi integrate, congruenti e possibilmente armoniche.
L’approccio adottato, del quale gli elaborati di progetto si ritiene offrano un riscontro esauriente, si basa sostanzialmente su due criteri:

– il progetto della conservazione che mira al mantenimento o alla riproposizione
degli spazi e delle funzioni originarie, e alla riconferma dei materiali e delle tecniche costruttive;

– il progetto di rifunzionalizzazione che mira a dotare l’edificio degli standards
funzionali di sicurezza ed impiantistici, dei quali non è provvisto, attraverso inserimenti in armonia con l’impianto fisico esistente, rispettandone le logiche di impostazione originaria.

Un capitolo importante della proposta progettuale è quello relativo al completamento dell’edificazione dell’isolato.
L’edificio è stato edificato per fasi non sempre congruenti ed inoltre, per la parte compresa tra via dei Mille e via Giacomo Tritto, non è mai stato completato. Ha ospitato una pizzeria con giardino, in locali architettonicamente improvvisati addossati sulle testate cieche dei volumi storici. Questa situazione pone il problema ambientale della sistemazione di detta area, che comunque si rivela congruente con la necessità di reperire nuovi spazi dei quali il teatro ha assoluto bisogno perché sia garantito il suo funzionamento.
I camerini presenti sul piano di scena sono incompatibili normativamente, ed assolutamente inadeguati funzionalmente. Il teatro inoltre non è dotato di uffici, ingresso addetti controllato, sale prova, servizi igienici, scale di sicurezza sufficienti e locali per impianti. E’ stata pertanto elaborata una ipotesi di completamento dell’isolato, con l’obiettivo di portare a soluzione contestuale sia il problema ambientale che quello della dotazione funzionale.
La proposta prevede un edificio autonomo, linguisticamente contemporaneo, in assonanza di materiali e finiture con l’esistente, costituito all’esterno da due setti murari che sconnettono l’angolo acuto nel quale non si incontrano. Tutta la composizione del nuovo blocco è impostata sulle direttrici dei setti esistenti, interni ed esterni, e si sviluppa su tre piani oltre l’interrato.
Le funzioni inserite sono: locali impianti (interrato), uffici, scala addetti, scala di sicurezza, servizi igienici, camerini, cameroni.
l’autenticità degli spazi e dei materiali costituisca il valore fondamentale degli edifici antichi, la proposta progettuale riconferma in generale spazialità, destinazioni originarie, materiali, trattamenti e tecniche costruttive.
Eccezioni a questa impostazione sono:
– la rimozione dei camerini dal palcoscenico per incompatibilità normativa;
– l’innalzamento di circa 2.50 mt della copertura della torre scenica in quanto inutilizzabile con le attuali caratteristiche.

INGRESSO, VESTIBOLO, GUARDAROBA, BIGLIETTERIA

Gli ambienti risultano stravolti rispetto all’allestimento originario dall’intervento del 1956 per l’adeguamento a cinema-teatro.
Il progetto prevede il ritorno all’antico per materiali, finiture e recupero delle decorazioni. Inoltre si ipotizza il ripristino dell’antico pavimento in cotto un tempo presente in tutto il teatro ed oggi conservato solo al 4° ordine.

PLATEA
Partendo dal basso, la proposta prevede:

Mantenimento della configurazione e pendenza originaria.
Costituzione di un “plenum” sottoplatea per la diffusione di aria condizionata avente anche funzione di cassa armonica al fine di garantire un livello ottimale di riverberazione del suono nella sala.<
Restauro conservativo delle strutture lignee dei palchi e delle relative decorazioni.
Sostituzione della copertura in c.a. con capriate lignee secondo il disegno originario.
Ripristino del sistema di illuminazione architettonica originario.
Pavimentazione della platea in tavolato di ciliegio, in quanto tale essenza garantisce una ideale risposta acustica.
Allestimento del 4° ordine con gradinate lignee non conformi alle esistenti in quanto non riproponibili per ragioni di sicurezza.

Per il trattamento dell’intradosso del controsoffitto, non essendo stata ancora reperita alcuna documentazione fotografica, si propone un concorso artistico a tema predefinito. Nel caso si ritrovasse la documentazione citata, potrebbe costituire un ulteriore dato di concorso.

AREA SCENICA

E’ questo il luogo più tecnico della “macchina teatrale”, ed è quindi quello che ha richiesto un’approfondita analisi tra necessità nella conservazione ed attualizzazione funzionale.
Attualmente nello spazio scenico sono presenti piccoli volumi adibiti a camerini, non ci sono ballatoi per la movimentazione degli operatori e delle attrezzature, non vi è spazio sufficiente sulla graticcia per una ottimale utilizzazione, non vi è altezza sotto graticcia necessaria ad una funzionale movimentazione scenica, non vi è pavimento di scena sbotolabile.
Lo spazio scenico di contro, ha necessità di essere: versatile, sicuro, funzionale. Pertanto la proposta progettuale prevede:
– piano di scena sbotolabile in tavolato di pioppo che può assumere altezza tra –2.40 e +2.40 mt. rispetto al livello normale.
– n° 2 livelli di ballatoi collegati tra loro e con il piano della graticcia.
– accessi filtrati dal piano di scena, dai ballatoi e dalla graticcia ai camerini, servizi e sale prova dislocati su più livelli nell’ampliamento.
– elevazione del piano della graticcia e quindi delle coperture di circa 2.50 mt. per un’adeguata movimentazione di scena che avverrà attraverso argani elettrici. La struttura della copertura è prevista a capriate in legno come da disegno originario.

Il progetto di rifunzionalizzazione.

Preliminarmente all’elaborazione delle proposte progettuali è stata sviluppata con esperti del settore un’analisi gestionale, che ha evidenziato la necessità di riorganizzazione funzionale di alcune attività storicamente presenti e la implementazione di altre, indispensabili a dotare di efficienza l’intera struttura.
I temi fondamentali affrontati:
Riorganizzazione dei servizi bar e ristorazione all’interno dell’edificio storico;
Attualizzazione funzionale;
Adeguamento tecnologico;
Adeguamento alle norme di sicurezza.

BAR-RISTORANTE

La proposta progettuale prevede la riorganizzazione funzionale dei servizi bar e ristorazione, con la finalità di ottenere contestualmente una migliore integrazione con l’attività teatrale ed una eventuale indipendenza di funzionamenti. Si è pertanto previsto il collegamento dal bar con il foyer del teatro, si è riconfigurata la scala per l’inserimento di un ascensore, si è portata la cucina al 1° piano, e si sono inseriti in un nuovo piano interrato i servizi e gli spogliatoi necessari. Per tutti gli ambienti si prevede un riallestimento in tono e all’altezza della funzione rappresentativa alla quale sono destinati.

NUOVE FUNZIONI

L’analisi gestionale ha evidenziato la necessità di ampliamento di funzioni esistenti (servizi e camerini) ed integrazione di altre non presenti ma indispensabili all’attività.
Nel nuovo volume di completamento dell’isolato hanno quindi trovato sede l’ingresso controllato per gli addetti, gli uffici del teatro, le sale prova, diverse tipologie di camerini, i servizi igienici per tutti gli spettatori e per gli operatori di scena. Con le dotazioni funzionali in progetto il complesso potrà svolgere un’attività meglio articolata e quindi tentare di non patire le passività congenite delle strutture teatrali.

ADEGUAMENTO TECNOLOGICO

La proposta progettuale prevede la ricostruzione completa di tutte le tipologie di impianti. Considerata la rigidità dei vincoli architettonici esistenti, si è adottato il criterio della “compatibilità”, tenendo conto delle oggettive difficoltà di inserimento degli elementi impiantistici. Nello spirito di limitare le conseguenze a volte destrutturati di queste installazioni, si sono cercate, nell’arco delle poche possibili scelte operative, le migliori soluzioni che garantiscono il massimo standard funzionale.

ADEGUAMENTO DELLA SICUREZZA

Nelle condizioni attuali l’edificio non è assolutamente in grado di sostenere un’attività teatrale nel rispetto delle norme di sicurezza. Perchè ciò possa realizzarsi, è necessario prevedere complessivamente 4 scale di sicurezza, due delle quali dedicate esclusivamente alla sala.
Sono inoltre previsti due ascensori, che permettono l’utilizzo dello spazio scenico e l’accesso in sala ai portatori di handicap. E’ inoltre inserita una sala controllo, dotata di mezzi e strumentazioni necessarie al totale monitoraggio delle sicurezze nella struttura teatrale.

Il progetto di recupero e di adeguamento funzionale del Teatro si realizzerà con il contributo di numerose professionalità. L’intervento si articolerà in una serie di fasi costruttive ognuna delle quali si svolgerà sotto l’attenta e costante guida della direzione dei lavori, alla quale si affiancheranno a seconda delle necessità altre professionalità specialistiche.

Dalla relazione tecnico-metodologica Studio di Architettura S.M.N., G.L. Sylos Labini e Associati