October Jazz and Food

OCTOBER JAZZ & FOOD

Il jazz affascina perché muta, non ha un definizione ben precisa, tutti lo riconoscono ma non riescono a spiegarlo. Jazz è improvvisazione, voglia di ballare, a tratti malinconia, è be bop, acid, è gipsy, è swing. Se è vero che il suo successo non si è mai del tutto affievolito, è vero anche che ultimamente ha visto una sorta di rinascita in formato europeo ed è molto apprezzato dal grande pubblico, tant’è che ogni locale propone almeno una serata a settimana di jazz. Questo particolare tipo di musica, quello che “quando non sai cos’è, allora è jazz”, va di pari passo con il (buon) cibo. Appena si pensa al jazz si pensa alle bettole di New Orleans, al suono che quasi si respirava tra una spezia e l’altra, erano i primi anni del Novecento. La musica che nasceva dalle piantagioni di cotone finì per contagiare l’intera città, estendendosi per tutta la Louisiana, tra i piatti di gumbo della cucina creola si sentiva il bisogno di tornare alle origini nella maniera più viscerale.
Il rapporto cibo-musica è sempre stato molto interessante, spunto di discussione ma anche di studi scientifici e il jazz gioca sempre un ruolo particolare. John Coltrane, Herbie Hancock o Billie Holiday fanno crescere meglio perfino le piante ma la magia avviene anche dentro e fuori la cucina. Da molti anni, ormai, vengono portati avanti studi su come il cibo sia influenzato dalla musica, perfino i colori cambiano il nostro modo di mangiare. Una ricerca condotta da Brian Wansink e Koert Van Ittersum mostra come basti cambiare l’ambiente in cui si mangia per ridurre l’assunzione di calorie e, più in generale, di . In un ambiente curato, silenzioso, con la musica adatta in sottofondo (che non a caso è quasi sempre jazz), le persone sono portate a mangiare più lentamente e in quantità minore. Merito anche dei colori: il rosso e il giallo prevalgono nei fast food insieme al caos di sottofondo e fanno venire voglia di mangiare più cose possibili in poco tempo. I due ricercatori hanno scelto un fast food della catena Hardee’s a Champaign, Illinois, e lo hanno diviso in due parti, separando in maniera del tutto casuale le persone. Nella zona più rilassata, con ballate strumentali jazz in sottofondo, è emerso che le persone mangiavano per molto più tempo, ma in realtà le quantità di cibo erano inferiori rispetto alla controparte, nel lato caotico del fast food. I dati non sono da poco, se le catene di fast food cambiassero questi dettagli, si potrebbe ridurre almeno in parte l’eccessivojunk food consumo di junk food. Inoltre la soluzione sempre valida, se volete invitare ospiti a cena, è quella di scegliere un po’ di soft jazz e il vino giusto e tutto andrà bene, vi sembrerà di mangiare di più, avrete meno sensi di colpa e sarete sicuramente soddisfatti.

OCTOBER JAZZ & FOOD
Programma

Giovedi 3 Ottobre ore 21,00
MICHELE FAZIO piano
Musiche tratte dagli ultimi due album
“Visione Passeggera” e “L’Acrobata” (Teatro sala ristorante)

Giovedi 10 Ottobre ore 21,00
FABRIZIO BOSSO
“Spiritual trio”
Fabrizio Bosso / tromba
Alberto Marsico / organo
Alessandro Minetto / batteria (Teatro Sala)

Giovedi 17 Ottobre ore 21,00
VINCE ABBRACCIANTE fisarmonica (Teatro sala ristorante)
“Terranima” (sala ristorante)

Giovedi 24 Ottobre ore 21,00
ANTONIO DAMBROSIO 5et
“Improvvis/azioni”
Claudio Chiarelli / sax alto
Pasquale Mega / piano
Camillo Pace / contrabbasso
Antonio Dambrosio / batteria
Feat. Michael MICHAEL ROSEN / tenor sax (Teatro Sala)

Info: Box Office Teatro Mercadante 0803101222
https://www.facebook.com/OctoberJazzandFood
info@teatromercadante.com

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